Rinco Boys MTB Club
la nostra storia


Il nome: perchè Rinco Boys ?

A coloro che non ci conoscono, la domanda sorgerà spontanea: perché mai vi chiamate Rinco Boys ?

Potremmo rispondervi semplicemente: “Andate a leggervi le graduatorie delle corse cui abbiamo partecipato, però leggetele al contrario, e ci troverete in testa!

Ma in realtà essere un Rinco Boys è qualcosa di più di essere uno scarso biker, è infatti un modo diverso di interpretare la MTB, una vera e propria filosofia, quasi uno stile di vita.

Ai nostri quasi omonimi (e certamente più famosi) brufolosi mangiatori di biscotti, che urlano e si battono il cinque dopo ogni gòal, noi contrapponiamo una variegata truppa di maturi atleti con l’addominale unico, campioni della forchetta e amanti della natura.

La nostra medaglia d'oro è costituita dalla polenta e capriolo (o con la salciccia arrostita, o con la tosella, ecc., del resto noi siamo onnivori!) che troviamo al rifugio una volta arrivati in cima alla salita, ma solo dopo esserci goduti ben bene lo splendido panorama che ogni volta ci attende nella sua maestosa bellezza.

 

E, tanto per intenderci, a quell'unica gara l’anno che facciamo, ci andiamo solo per fare due risate e prenderci in giro, e magari dare poi i voti per l’elezione del Merdatleta a fine stagione (dove tra l’altro, prima di fare la premiazione, ci facciamo n’altra  bella magnata!).

Siamo un Club, non un Team !

Il nostro sodalizio si chiama Rinco Boys Mountain Bike Club e non Rinco Boys MTB Team (o Racing Team).

La differenza non è solo formale, perchè anche chi non "ciancica" l'inglese sa che mentre il Team è una squadra (il che è sinonimo di competizione e agonismo) il Club è un gruppo di persone con una comune passione (nel nostro caso, la montagna e la Mountain Bike) che si ritrovano periodicamente per coltivarla assieme.

Il nostro approccio alla MTB è più escursionistico che agonistico, con un pizzico (diciamo pure abbondante!) di goliardia, amore per la natura e la buona tavola, in particolare per i c.d. prodotti tipici del territorio.

 

In ogni nostra escursione facciamo centinaia di fotografie (cosa che in gara sarebbe impossibile), ci fermiamo più volte ad ammirare il paesaggio (cosa che in gara sarebbe impossibile), facciamo tappa nei rifugi o nelle baite di montagna per mangiare (cosa che in gara sarebbe impossibile) e non abbiamo un tempo limite (cosa che in gara, invece, c'è). Insomma, ci godiamo per intero l'ambiente dove andiamo a pedalare, mentre chi ci va a gareggiare è concentrato solo sul cronometro e non si accorge di quello che gli sta intorno.

 

La nostra - sia ben inteso - non è una critica nei confronti di chi pratica la MTB a livello agonistico, tant'è vero che anche noi - sia pure senza alcuna velleità di classifica - ci cimentiamo un paio di volte l'anno in alcune competizioni ed abbiamo una grande ammirazione e, diciamolo pure, anche un pizzico di invidia, per quegli extra-terrestri che riescono a fare certe salite a più di 20 all'ora (sempreché, beninteso, sia tutta farina del loro sacco, altrimenti dall'ammirazione si passa al disprezzo, perchè con le bumbe l'è bon anca n'asen*). Semplicemente abbiamo un modo diverso di praticare questo sport e rivendichiamo il diritto di sentirci biker al 100%, anche senza un numero attaccato al manubrio.

* l'è bon anca n'asen: in dialetto trentino, "è capace anche un asino"

Un po' di storia

I Rinco Boys nascono ufficialmente nell'estate del 2003.

Alcuni primi tiepidi cenni aggregativi si ebbero già nella primavera, nella zona del basso Sarca, su spinta propositiva del socio Francesco detto “Frà”, il quale trascinò letteralmente alcuni altri futuri soci in brevi scampagnate nella zona dei laghi di Garda e Tenno.

Il 5 luglio 2003 si ebbe la prima vera trasferta, in Val di Daone, con una gita di 24 Km di percorso e 900 metri di dislivello, da località Limes fino alla diga di malga Bissina. 
 

In quell’occasione, tra l’altro, qualcuno esibì una mountain bike che potremmo tranquillamente definire “un cancello con le ruote”, dotata persino di cavalletto e portapacchi con maxi bauletto carenato!

Alla fine del mese di luglio, quello scapestrato gruppo di cani sciolti divenne un vero club di mountain bike. Leggendo su un quotidiano locale l’articolo sulla gara “La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme”, in programma per la domenica successiva, Nicola e Francesco (futuri presidente e vice-presidente del Club) proposero la partecipazione e, dopo un giro di telefonate, raccolsero altre 5 adesioni.

Il 30 luglio 2003 si procedette all’iscrizione e, all’atto di compilare nel modulo la casella “Società” si dovette decidere con quale nome iscrivere la mandria alla competizione. 
Il nome
Rinco Boys venne fuori quasi subito, d'altronde siamo sempre stati consapevoli delle nostre capacità, ma qualcuno aveva qualche remora, temendo pubblici sberleffi e sputtanamenti. Quando però, scorrendo l’elenco degli iscritti, scoprimmo che un gruppo sportivo dell’Emilia Romagna si chiamava “Il buco magico” tutti i dubbi vennero accantonati e si procedette all'iscrizione: se esiste una squadra che si chiama “Il buco magico  allora ne può esistere una che si chiama “Rinco Boys

Così, il 30 luglio 2003, nacque ufficialmente il Rinco Boys Mountain Bike Club di Trento e il successivo 3 agosto i 7 soci fondatori, gli Old-Rinco, si presentarono al  nastro di partenza di Ora (BZ) per la prima vera gara della loro storia.

Fu un giorno veramente indimenticabile. Innanzitutto, tanto per ribadire il perché del nostro nome, il nostro socio Lucio Donato (che tra l’altro, alla fine di quella prima storica stagione, venne eletto “Merdatleta”) dimenticò a casa il chip che serviva a registrare i vari passaggi intermedi e il tempo di gara di ciascun concorrente. Per affittarne uno dovette fare una fila lunga un chilometro e, quando finalmente ci raggiunse, le griglie di partenza erano già formate e ci toccò partire per ultimi, seguiti solo dalla cosiddetta “bici scopa”.
Dopo soli 6 chilometri di corsa, per giunta su un tratto asfaltato all'imbocco di Egna, un altro segno del Rinco-destino: il “Dori”, un altro dei 7 magnifici "Old", 
bucò la ruota posteriore e da ultimi passammo a ultimissimi, tra le risa generali della folla festante. 


Sulle prime rampe di Villa di Egna il gruppetto dei 7 si era già sgretolato e qualcuno aveva persino manifestato propositi di ritiro, subito preso a calci nel culo da Nonno Frà.

Giunto a Molina di Fiemme tra crampi e allucinazioni, spazzolando i punti ristoro come banchetti di nozze, il gruppetto di coda dei Rinco Boys (i primi 3, invece, erano giunti al traguardo in un tempo "decoroso") chiuse la competizione ai limiti del tempo massimo, seguito solo da una anziana infartuata con due bi-pass.

    

Quell'esperienza, sia pure divertente, ci fece capire che l'agonismo non era cosa per noi e da allora partecipiamo a ben poche gare, puntando quasi tutto sull'escursionismo.

Alla fine del 2003 venne anche inventato  il "Trofeo Merdatleta", da assegnare (con una elezione che è diventata un vero evento) a colui che si è dimostrato .....  il più Rinco di tutti!

A questo premio si sono poi aggiunti i Rinco-Fedeli, il Nonno-Rinco e il Rinco-Baby, il Rinco Fantasma e chissà quali altre ...ate ci inventeremo !

Nel frattempo, da quell'ormai lontano luglio 2003, l'attività è proseguita alla grande, i soci sono diventati sempre di più, abbiamo visitato in lungo e in largo un sacco di bellissimi posti e tanti altri abbiamo in progetto di visitarne in futuro. Il Club è anche diventato un Associazione Sportiva a tutti gli effetti, si è affiliata ad un Ente di Promozione Sportiva (CSEN) ed è stata riconosciuta dal CONI con tanto di iscrizione al Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive. Questo, ovviamente, non ha cambiato di una virgola la nostra filosofia, solo che così siamo più organizzati e abbiamo pure l'assicurazione contro gli infortuni (qui è autorizzata la grattatina!)

Da qualche anno, inoltre, alla MTB abbiamo affiancato come attività ufficiali il trekking e le ciaspole, perchè ci sono davvero tanti modi di vivere a pieno la montagna. 

Insomma, la grande avventura dei Rinco Boys va avanti e si spera proseguirà ancora per tanti anni!

Buone pedalate a tutti.
 

La mitica Rinco-bandiera, vessillo del Club, issata
al termine delle escursioni dopo la foto di rito.