4ª uscita ufficiale 2007 nell'Alta Anaunia, con salita al Macaiòn
Rinco al pascolo
in Val di Non
Dopo la Salorno-Monte Alto, un'altra uscita di un certo impegno
con 1.110 metri di dislivello e un itinerario quasi interamente
sterrato. Bellissimo il paesaggio, tra verdi pascoli e fitte foreste
di abete. 12 bikers al via, ma soltanto 10 raggiungono il GPM:
i crampi bloccano l'ospite Walter a Malga Fondo e Cecchi Paone
rimane a fargli compagnia. Durante il rientro il gruppo si è riunito.


+

Ospite

Ospite
   

Fondo (TN), 01-07-2007. Si è svolta oggi, in Alta Val di Non, la 4ª uscita stagionale del programma ordinario, che ha visto i Rinco Boys pedalare ancora una volta (dopo la Salorno-Monte Alto), a cavallo tra le province di Trento e Bolzano. Dopo la defezione dell'ultimora da parte del Merdatleta in carica Frà, erano 12 i bikers al via da Fondo, il capoluogo dell'Alta Anaunia, a quota 990 metri circa. 

Dopo un breve tratto sulla S.S. per il Passo delle Palade (che scende a Merano, n.d.r.), la guida stampata dal sito dell'APT della Val di Non indicava di "svoltare a sinistra sulla pista ciclabile". Fermatisi ad una piazzola per controllare la carta e cercare il punto corretto per entrare nel bosco, ecco la prima delle disavventure che hanno caratterizzato questa giornata. Un botto improvviso, seguito da un fischio, ha attirato l'attenzione verso l'ospite Thomas, fermo come tutti gli altri ad attendere indicazioni. La ruota posteriore della sua MTB era desolatamente a terra e così, dopo nemmeno un paio di km, c'è stato il primo pit-stop obbligato per sostituire la camera d'aria.

Alla ripartenza il gruppo ha percorso in direzione di Tret, piccola frazione di Fondo posta a quota 1.150 circa, un bel percorso ciclabile sterrato ricavato nel bosco, circa 70-100 metri a valle della statale. Una stradina molto caratteristica, con alcuni passaggi tra pareti rocciose e qualche rampa che ha costretto ad abbassare molto i rapporti. Dopo aver raggiunto Tret, il gruppo è sceso in direzione della cascata, per abbandonare subito l'asfalto ed imboccare una stradina sterrata tra i pascoli che ha condotto in Provincia di Bolzano, nel piccolo paese di San Felice/St. Felix. Da qui è iniziata la salita verso la Malga di San Felice (5 km in tutto), inizialmente su una stradina comunale che con dei ripidi tornanti risaliva dei prati appena sfalciati e poi, dopo aver raggiunto un parcheggio,  su una comoda strada sterrata (chiusa al traffico) che attraversa numerosi pascoli da dove giungevano lo scampanellìo delle vacche e le relative fragranze fresche di giornata.

Giunti a Malga San Felice (quota 1.600 circa), c'è stata la prima avvisaglia di crampi per lo sfortunato Walter, rimasto a terra qualche minuto per tirare i muscoli. Dopo la pausa, una bella bevuta di sali e una pastiglia di zuccheri, l'ospite sembrava essersi ripreso bene, per cui si è proseguito scendendo verso il vicino Lago di Tret, posto a circa 200 metri. Qui si è sbagliato sentiero, imboccando quello che conduce sì verso il Monte Macaiòn (e infatti i segnavia della SAT portavano questa indicazione), ma che più avanti non è percorribile in bicicletta. Tra l'altro in questo frangente Walter ha avuto il secondo crampo, tanto che è dovuto scendere dalla bici per proseguire un po' a piedi, cercando di sciogliere la muscolatura della coscia. Dopo circa 500 metri ci si è accorti che le caratteristiche  del sentiero non corrispondevano a quanto riportato sulla guida e così si è fatto dietro front, tornando al Lago di Tret. Dopo aver percorso la bella passeggiata lungo lago, il gruppo ha finalmente imboccato la giusta via, che inizialmente presentava una breve (ma intensa!) salita, per poi offrire un lungo tratto in saliscendi tra i prati. Proprio alla fine di questo tratto ondulato, nei pressi di una stanga in legno, c'è stato il terzo e definitivo attacco di crampi che ha messo KO il povero Walter, costretto a rinunciare all'ascesa verso il Macaiòn.

Così, dopo essere scesi alla vicina Malga Fondo (a quota 1.465 circa), Walter e Cecchi Paone (che è rimasto a fargli compagnia) si sono fermati per riposare e rifocillarsi, mentre il resto del gruppo ha imboccato la salita che in 6 km ha portato al GPM.  Sono stati, questi, 6 km assai impegnativi, sia per il fondo, che a tratti era molto ghiaioso e non consentiva un facile scorrimento delle ruote, sia per le pendenze, che in alcuni punti si sono avvicinate al 20%, con tratti anche lunghi dove lo strumento non scendeva sotto il 15%. Inoltre il cielo, che al mattino  era semicoperto, si era definitivamente rasserenato, per cui a rendere più impegnativa la salita c'era anche il sole che batteva forte sul copìn (termine tecnico molto usato nel ciclismo, che sta ad indicare la parte posteriore del collo, n.d.r.).

In questa ascesa il gruppo si è sgranato, con Walander e Walt a fare da battistrada, seguiti dalla copia Dori-Uomo Lavico, poi il Presidente, lo Chef, Giro, il Taverna, Big Bobby e Thomas. Inutile dire che più d'uno, in questi frangenti, è sceso dalla sella per spingere a piedi la MTB, anche perchè la fatica cominciava a farsi sentire.

Va anche detto, per onor di cronaca, che i due battistrada, giunti ad un km circa dalla vetta, dove era in corso una festa degli alpini, hanno pensato bene di sedersi a tavola, mangiare polenta, spezzatino e fagioli, conditi da un bicchiere di rosso. Dori e L'Uomo Lavico, transitati dopo di loro, non si sono accorti che i compagni stavano desinando nascosti tra le penne nere, ed hanno proseguito la salita. Il Presidente, invece, passato poco dopo, li ha sgamati subito con la loro giacca rosso vivo in mezzo alle tante camice a scacchi degli alpini, e non ha mancato di cazziarli scherzosamente.

Uno alla volta i Rinco sono quindi giunti al GPM del Monte Macaiòn, uno splendido balcone affacciato sulla Valle dell'Adige, con panorama mozzafiato soprattutto quando ci si avvicinava alla sporgenza della montagna, con vista dall'alto dei paesi della Strada del Vino, posti proprio sotto la parete verticale. Bellissimo il panorama delle città di Bolzano e Merano, ma anche di tutta la catena di montagne del circondario, dell'Altopiano del Renon, della Bassa Atesina.

Dopo la foto di rito i Rinco si sono ritirati al fresco di una pianta per consumare il meritato ristoro, con gli zaini che in un batter d'occhio hanno partorito formaggio, salumi vari e pane di ben tre qualità diverse.

Alla fine della mangiata, con la panza finalmente piena dopo tanti patimenti (si è giunti al GPM che era quasi ora di merenda!), il gruppo ha imboccato la lunga discesa (10 km circa) verso Fondo, inizialmente sullo stesso sentiero della salita e poi, giunti al prato della festa degli Alpini che ormai stavano smontando tavoli e sedie per caricarli sui trattori, su una strada diversa (segnavia 513) molto più breve (e ripida) rispetto a quella dell'andata.

In una mezzoretta, con qualche breve sosta per ricompattare il gruppo, si è scesi a fondo valle, ritrovando per strada (alla confluenza con il sentiero che scende da malga Fondo) l'ormai ristabilito Walter e Cecchi Paone, in attesa sotto una pianta. Finita la strada forestale, si è passati a fianco del nuovo palazzetto dello sport di Fondo, realizzato fuori dal paese, quindi nei pressi del Lago Smeraldo, il cui nome deriva dal colore verde intenso delle sue acque. Un altro breve strappetto per risalire  il dislivello dal lago alla strada statale e si è rientrati al parcheggio dove erano state lasciate le autovetture. Come gradito finale di escursione, sulle stesse gradinate dove era stata scattata la foto di gruppo al mattino, c'è stata una merenda con torta e  fette di melone fresco, offerti dalla gentile mamma di Thomas.

Per quanto riguarda i dati tecnici, sono stati percorsi 31 km, mentre il dislivello è stato di 1.110 metri.

 CLICCA SULL'IMMAGINE PER VISUALIZZARE LA CARTINA DEL PERCORSO

 

LE IMMAGINI DELLA GIORNATA


La tradizionale foto di gruppo prima del via, stavolta, si fa in ... tribuna !!!


Le prime pedalate, sulla S.S. per il P.so Palade. L'asfalto verrà abbandonato ben presto e ritrovato solo
nei tratti di attraversamento dei paesi di Tret e San Felice, nonché nell'ultimo km del percorso


Pronti, via e .. siamo già ai box! All'ospite Thomas esplode la gomma mentre si è fermi a controllare la cartina!


Dopo il pit-stop obbligato, si riprende la via per Tret, su una bella ciclabile sterrata


In alcuni punti, come questo che ritrae il Taverna, vi sono dei passaggi molto suggestivi tra le rocce


Da San Felice la salita si fa più ripida. Nella foto Claudio lo Chef si alza sui pedali


I tornanti salgono ripidi tra verdi pascoli appena sfalciati. Il profumo di fieno riempie le narici.


Ora, a riempire le narici, ci pensano le fragranze delle "boazze". Siamo infatti nei pressi di numerose malghe
e le vacche al pascolo lasciano numerosi segnali del loro passaggio. Nella foto Tindaro, con un ramo di pino,
tenta di scacciare le fastidiose mosche che a stormi circondavano i bikers durante la (lenta) salita.


A Malga San Felice il primo crampo di Walter. Ne seguiranno altri che lo metteranno definitivamente KO


Il divertente sentiero che da Malga San Felice scende al Lago di Tret


Eccolo, alle spalle di Walander e Cecchi Paone, il piccolo specchio d'acqua a quota 1.600 metri


La passeggiata circumlacuale, che conduce all'imbocco della strada per Malga Fondo.


Con il lago alle spalle, inizia la breve salita verso Malga Fondo


Qualche passaggio stile "Camel Adventures" non è mancato nemmeno oggi!

   
I pascoli, per impedire la fuga delle vacche, sono recintati con il filo elettrificato.
Ai passaggi (che sono pensati per escursionisti a piedi) bisogna arrangiarsi così.


Walter (e un paio di Rinco rimasti al suo fianco) non si vede arrivare da ormai molti minuti.
Il Presidente, davanti ad un improvvisato crocifisso, prega per il loro arrivo, sani e salvi


Per arrivare salvo, Walter arriva, è sul sano che c'è qualche dubbio! Eccolo (seminascosto dalla staccionata)
alle prese con il terzo e definitivo crampo. Qui decide di tagliare il percorso ed evitare la salita al Macaiòn.


Nella successiva discesa  verso Malga Fondo (assai ripida e tecnica) si incontra qualche piccolo guado


Da Malga Fondo (m.1.465) inizia la salita verso il GPM di Monte Macaion, a quota 1.866.


Dopo 6 km con duri tratti ghiaiosi oltre il 15% di pendenza, ecco l'agognata vetta del Macaiòn


Il panorama sulla sottostante Valle dell'Adige e sulla città di Bolzano è veramente mozzafiato


Il gruppo dei 10 superstiti, con le nuove giacche rosse, posa con la bandiera al GPM odierno


Finalmente (ad un orario più da merenda che da pranzo!) si mangia !!!


Dopo il meritato ristoro, inizia la lunga discesa verso Fondo, su un sentiero diverso da quello della salita


Il Dori, tradito dalla ghiaia, sbanda di lato e cade su un fianco, Fortunatamente la velocità era bassa


Anche su questo versante si trovano verdi distese d'erba e fitte foreste di abeti


Il momento in cui i 10 Rinco Boys saliti al Macaiòn si ricongiungono, alla confluenza tra i sentieri 511 e 513, con
l'ormai ristabilito Walter e Cecchi Paone, che è rimasto a fargli compagnia durante i difficili momenti dei crampi


In fondo alla discesa sterrata troviamo il Lago Smeraldo, ormai nei pressi di Fondo. Manca poco all'arrivo.


La carovana procede sulla strada che entra in paese. E' fatta, siamo alle auto